A Luglio del 2006 ebbi la fortuna di trovarmi a Los Angeles per ragioni di lavoro e la doppia fortuna di essere invitato a visitare gli studios Warner in cui si stava lavorando al film Pirati dei Caraibi 3 Ai Confini del Mondo, quello che allora sembrava dover essere il capitolo finale della trilogia di Capitan Sparrow, Soci e Nemici.
Non era la canonica visita turistica a pagamento degli studios ma un giro con amici che lavorano nel settore. Da appassionato ed anche visto il nostro lavoro di rivenditori di costumi dei film e di scena, aderii con entusiasmo.
Dietro mille promesse di non disturbare, la firma di un contratto di riservatezza, il deposito in zona sicura di cellulare, macchina fotografica e qualsiasi possibile dispositivo di potenziale spionaggio, fummo accettati a partecipare come osservatori silenziosissimi e muti ad una parte di riunione del gruppo di scenografi. Potevamo stare in piedi in silenzio in un angolino e non commentare, nemmeno tra noi.
Quando la porticina di legno si aprì, la scena che si presentò ci lasciò a bocca aperta e contribuì a rendere ancor più grande il nostro già fortissimo fascino per la settima arte.
Di fronte a noi, in un enorme hangar, si stendeva un tavolo lunghissimo, circa una quindicina di metri, letteralmente cosparso di fotografie, stampe, quadri e disegni dei più vari. Apparentemente alla rinfusa, in realtà, capimmo dopo poco, con criteri ben precisi.
Intorno al tavolone, ben tredici persone parlottavano tra loro spostando e sistemando i fogli. Osservavano e si allontanavano o avvicinavano.
Sul muro di destra, un enorme tela bianca, lunga circa 30 metri per 15, montata su due grandi rulli, presentava solo nell'angolo alto a sinistra già una pitturazione definita mentre il resto soltanto alcuni tratti a bozzetto realizzati con un carboncino nero montato su un grande pantografo.
Il pantografo da un lato era puntato su un quadro di circa due metri di lato che rappresentava una specie di vecchio porto navale del settecento ma a forma di isola circondata da un'ansa di montagne, in parte aggredito da una giungla di felci e alberi.
Contrariamente a come ci avevano preparato, per cui pensavamo di entrare nella sede della CIA a Langley, il responsabile della riunione quando ci vide venne cordialmente ad accoglierci e ci spiegò in dettaglio cosa stessero facendo.
Stavano realizzando uno sfondo per una delle scene del film Pirati dei Caraibi 3 Ai Confini del Mondo.
Lo sfondo veniva tracciato col pantografo sul grande pannello, poi verniciato a mano con aerografi ed infine, una volta completato, sarebbe stato arrotolato su uno dei due rulli, caricato su un grande truck e trasportato presso la grande vasca degli Universal Studios in cui si girano abitualmente gli esterni in acqua. Ad esempio la scena in cui Tom Hanks esce dalla capsula di Apollo 13 dopo l'ammaraggio non era nel Pacifico ma a pochi chilometri da casa sua a Beverly Hills.
Questa enorme vasca è predisposta per ospitare questi sfondi ed infatti lì sarebbe stato srotolato su un altro apposito grande rullo ed infine si sarebbero girati gli esterni con le barche dei pirati. Il tutto, naturalmente, compatibilmente con l'agenda delle prenotazioni della vasca incastrandosi tra una produzione e l'altra.
Il problema era che gli scenografi non si erano ancora accordati col regista sul cielo. Come ci fece notare, il quadro che rappresentava il porto aveva la parte alta totalmente bianca.
Ci fece vedere che la parte del tavolo più vicina a noi, infatti, conteneva decine di fotografie del cielo di notte, al tramonto, all'alba con piani lunghi, piani ravvicinati, colori della sera, tonalità di grigi, cielo limpido e nuvoloso. Stelle, stelle e tante stelle. Foto scaricate da internet ancora con i watermark dei siti da cui erano state prese, foto di quadri d'epoca rappresentanti velieri e galeoni di notte e perfino due fotografie del cielo della cappella sistina.
Un'esperienza davvero affascinante. Pensare al lavoro di così tante persone, allo scrupolo ed al puntiglio solo per rendere quel piccolo spicchio di sfondo perfettamente in linea con la visione del regista ma anche, come ci spiegò il nostro ospite, con le gradazioni e saturazioni di colore utilizzate durante il resto del film, sembrava e sembra tuttora incredibile.
Quando l'anno dopo il film uscì, ci sedemmo con occhio analitico.
Arrivammo fino alla fine della pellicola senza riuscire ad identificare lo sfondo.
Solo molto più avanti, quando usci' il DVD, guardandolo e riguardandolo riuscimmo, finalmente, a scoprire l'opera.
Lo sfondo era stato utilizzato per meno di 8 secondi in una delle inquadrature della baia dei relitti, la Shipwreck Cove, dove si riuniscono i capi delle varie confraternite dei pirati. La vedete nelle foto qui allegate.
Incredibile, vero?

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